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Ideazione

Natura ex machina è una composizione acusmatica realizzata nell’ottobre del 2012 e basata sull’elaborazione di diversi materiali sonori registrati nel 2011.
Ho ideato questa composizione dopo diverse letture di testi filosofici e narrativi che hanno senza dubbio influito sulla mia concezione del ‘tempo’ e sul rapporto con i suoni.
L’intento è stato quello di creare un paesaggio sonoro virtuale che affrontasse il tema della forma musicale legata al tempo e al linguaggio. Ho tentato di decostruire la concezione spaziale del tempo che ha accompagnato per molti secoli la musica fino a creare una forma che emulava il linguaggio.
Prendiamo in considerazione, per esempio, la forma della sonata: Esposizione – Sviluppo – Ripresa – Coda. Si tratta di un parallelismo tra retorica e musica realizzato attraverso una scansione geometrica del tempo. Il cosiddetto ‘linguaggio musicale’ è una forzatura in termini, è il tentativo impossibile di creare con la musica un vero e proprio logos, un pensiero, un ragionamento, un’esposizione di una idea che poi viene discussa con l’obiettivo di convincere un uditorio della sua correttezza.
La mia personale concezione della musica privilegia le sue peculiarità empiriche, a discapito di un presunto significato nascosto nelle partiture. L’unico suono vivo è il suono ascoltato.
L’approccio compositivo deriva da quello utilizzato nella musica concreta e viene attuato su oggetti sonori appartenenti alla surrogazione remota o al III grado di surrogazione, quando il gesto appare simile a quelli esistenti in natura ma la fonte è irriconoscibile. La sintassi è estrapolata, infatti la strutturazione del materiale è collegata alla sua struttura interna.
Il risultato è una struttura lontana da quella privilegiata dalla musica occidentale (A-B-A) che si sviluppa attraverso un’evoluzione continua, anche se attraversa tre fasi differenti.
Oltre al timbro e alla forma ho dedicato molta attenzione anche allo spazio. La composizione è destinata a una diffusione stereofonica. Le difficoltà associate alla rappresentazione dinamica dello spazio acustico, mediante due soli altoparlanti, possono essere in qualche modo aggirate utilizzando diverse tecniche psicoacustiche attuate con i software, simulando il movimento in tutte le assi del piano cartesiano immaginario.

 

Materiali sonori e tecniche di realizzazione

Il materiale sonoro utilizzato proviene da diverse fonti naturali e sintetiche.
I suoni con caratteristiche puntuali e gestuali derivano principalmente da fonti sonore concrete e microfonate. Il suono del ghiaccio in scioglimento caratterizza la parte iniziale della composizione. Per registrarlo sono stati utilizzati microfoni a condensatore posti molto vicini alla fonte sonora. Per far emergere gli scricchiolii è stato necessario utilizzare diversi compressori in cascata con un leggero aumento del gain in ogni modulo. Questa tecnica di registrazione ha consentito di far emergere le frequenze desiderate senza incorrere nell’aumento eccessivo del fruscio e del rumore digitale.
Le tessiture toniche sono prodotte attraverso l’elaborazione di registrazioni di musica corale. I campioni hanno subito un leggero streching e un accurato filtraggio e, infine, sono stati modificati con algoritmi per la variazione del pitch e l’incremento delle armoniche.
Le frequenze gravi che costituiscono tessiture o oggetti sonori tonici e percussivi derivano dalla costruzione di suoni sintetici attraverso oscillatori e successivi trattamenti con algoritmi per la sintesi granulare. Questo tipo di sintesi è stata utilizzata anche per la creazione di alcuni elementi gestuali. Spesso la sintesi è stata applicata all’intera traccia, altre volte la granularizzazione è stata applicata con algoritmi che selezionano parti della traccia in maniera casuale (random).
I riverberi sono stati prodotti con macchine analogiche per conferire un ‘colore’ personale a ogni suono.

 

Hardware e software utilizzati

L’operazione di elaborazione dei materiali sonori è stata effettuata soprattutto attraverso software di elaborazione del suono per sistemi operativi Macintosh e Windows. Le macchine analogiche sono state utilizzate solo per i riverberi.
Per l’elaborazione dei suoni concreti è stato utilizzato prevalentemente Adobe Audition v. 4.0 e Sound Forge v. 8.0.
Assume una notevole rilevanza il fatto che i suoni siano stati registrati in ambiente controllato anche se non sempre anecoico. Il riverbero naturale, sfruttato con attenzione, conferisce interessanti caratteristiche timbriche e di spazialità.
La sintesi granulare è stata realizzata con Max 5 – Cycling ’74.
I principali microfoni utilizzati:
• AKG 414 per la cattura dei suoni lievi e difficilmente udibili con l’orecchio;
• Zoom H4, registratore portatile con 2 capsule angolabili a 90° o a 120° per registrazioni stereofoniche, molto utile in esterno;
• Shure PG48, microfono dinamico con cuffia aggiunta per riprese on ambienti ventosi.
• Microfoni a contatto, economici e facili da assemblare, utili per sperimentare i timbri emanati dalla vibrazione del materiale in cui sono applicati
I riverberi artificiali sono stati creati principalmente con l’unità effetti LEM FX22.
Per il montaggio dei materiali è stato utilizzato il software Soundtrack Pro v. 2.0, un programma dedicato al sound design per il cinema che per questo motivo vanta molte soluzioni utili per il montaggio e la sovrapposizione di diversi materiali sonori. In questo software è stato eseguito anche il mixing delle varie tracce e l’automazione dei parametri del volume e del pan-pot. Per controllare lo spazio del suono, oltre al panning e ai riverberi, è stato molto utile il plugin Panorama che, attraverso particolari algoritmi di filtraggio basati sullo studio della psicoacustica, consente di simulare una data distanza dell’oggetto sonoro rispetto alle orecchie dell’ascoltatore.
Il mastering è stato eseguito digitalmente sul software Logic v.8.0, attraverso algoritmi di compressione e di equalizzazione parametrica e grafica.

 

Analisi della struttura e della forma

Questa composizione è formata da tre sezioni principali:

1. La prima sezione si sviluppa fino al minuto 3.20 ed è caratterizzata da suoni granulari leggermente riverberati che interagiscono con una tessitura che oscilla con repentini crescendi dinamici, come se si trattasse di un respiro. In questo paesaggio sonoro intervengono anche suoni impulsivi tonici che si muovono su una struttura aritmica ma ripetitiva. La sezione si conclude con frequenze acute che all’inizio presentano un carattere percussivo e monotonico, poi si stabilizzano su sinusoidi stratificate. I suoni acuti sono ben visibili nella rappresentazione grafica dello spettro: dal minuto 2.20 al minuto 3.00 circa, sono evidenti i suoni percussivi con frequenze tra i 9 kHz e i 15 kHz; dal minuto 3.00 al minuto 3.20 si può individuare la fascia di sinusoidi vicine ai 10 kHz.

2. La seconda sezione inizia al minuto 3.20 e termina al minuto 6.30 circa, ma si può dividere in due sottosezioni:

a. Nella prima sottosezione che va dal minuto 3.20 al minuto 5.10 circa, dopo un lento crescendo di una tessitura tonale con richiami armonici, si sviluppa una pulsazione carica di frequenze gravi, come è evidenziato dal nero dello spettro sonoro. Interferiscono fasci di tessiture che si muovono da sinistra verso destra con lente variazioni di intonazione.

b. Nella seconda sottosezione che va dal minuto 5.10 al minuto 6.30 circa, i suoni granulari prendono di nuovo il sopravvento e le tessiture proseguono con disgregazione sempre maggiore. Il montaggio è glitch ed è dominato dal sopravvento della macchina che sviluppa una propria estetica imponendosi sulla fluidità delle tessiture. Lo spettro si arricchisce di frequenze.

3. La terza sezione prende forma dal minuto 6.30 e porta a termine la composizione nel minuto 9.00 circa. Le tessiture si sviluppano in un rapido crescendo dinamico e coprono quasi tutte le frequenze udibili. C’è una ripresentazione di molti oggetti sonori già comparsi nelle prime sezioni. Il paesaggio sonoro, anche se ricco nel piano frequenziale e timbrico, appare instabile. Al minuto 8.20 circa, come è visibile nello spettro e nella forma d’onda, c’è una rapida caduta di molte frequenze che lasciano spazio a una fascia di suoni tonali nella zona dei 1 kHz.