
SANDRO MUNGIANU, 1988
Profilo artistico e scientifico
Il profilo artistico e scientifico di Sandro Mungianu si configura come una pratica di ricerca complessa e stratificata, collocata all’intersezione tra composizione musicale contemporanea, musica elettroacustica, arti multimediali, performance audiovisiva e progettazione tecnologica. La sua attività si sviluppa all’interno di una concezione estesa della composizione, intesa non come mero atto di scrittura musicale, ma come processo progettuale integrato, nel quale il suono dialoga costantemente con lo spazio, il corpo, l’immagine, il gesto performativo e i dispositivi tecnologici.
Fin dalle prime esperienze artistiche emerge un orientamento chiaro verso la ricerca sonora e verso la costruzione di ambienti performativi complessi, nei quali la dimensione musicale è inscindibile da quella scenica e percettiva. La composizione diventa progressivamente un campo di sperimentazione interdisciplinare, in cui confluiscono competenze strumentali, elettroniche, informatiche e visive, sviluppate sia in ambito accademico sia attraverso una pratica artistica continuativa e documentata.
Un asse centrale della sua ricerca riguarda la musica elettroacustica e acusmatica, affrontata non solo come linguaggio compositivo, ma come ambito di riflessione teorica e tecnologica. Numerosi lavori, pubblicazioni e conferenze testimoniano un interesse costante per i temi della spazializzazione del suono, della diffusione multicanale e del rapporto tra suono e ambiente. In questo contesto si collocano ricerche come Spazializzazione della musica elettroacustica, presentata in sedi accademiche e scientifiche, e lo sviluppo di strumenti software come Ormè, applicazione per la spazializzazione sonora, realizzata in collaborazione con il Conservatorio della Svizzera Italiana e presentata come contributo di ricerca nel campo dell’informatica musicale.
Parallelamente, la sua attività si orienta verso la live electronics e la performance elettroacustica dal vivo, ambito nel quale il compositore assume spesso anche il ruolo di esecutore, regista del suono e progettista dei sistemi tecnologici. In numerosi concerti e performance, realizzati in festival e istituzioni italiane e internazionali, Mungianu opera come clarinettista, sassofonista ed esecutore elettronico, integrando strumenti acustici ed elaborazioni digitali in tempo reale. Questa dimensione performativa contribuisce in modo sostanziale alla sua concezione della composizione come pratica incarnata, legata al gesto e all’ascolto situato.
Un ulteriore ambito fondamentale della sua ricerca è rappresentato dalla progettazione di strumenti musicali aumentati e iperstrumenti, spesso sviluppati e autocostruiti. Già a partire dai primi anni di attività realizza strumenti robotici e sistemi interattivi che estendono le possibilità timbriche e performative degli strumenti tradizionali. Progetti come Débris, Natura ex Machina e Piano Ex Machina esplorano il rapporto tra meccanica, robotica, elettronica e gesto strumentale, trasformando pianoforte, violino e altri strumenti in dispositivi sonori complessi, controllati da sensori, algoritmi e sistemi di sintesi avanzata.
La dimensione multimediale e audiovisiva costituisce un altro pilastro del suo profilo artistico. Numerose opere e performance integrano suono, video, luci e scenografie virtuali, spesso in forma interattiva. In progetti come Mapping Memory, Materiali per un museo progressivo, Human Soundscape, Inside Memory e Hybrid, la musica dialoga con installazioni immersive, ambienti sensorizzati, proiezioni tridimensionali e sistemi di controllo in tempo reale. In questi lavori, la tecnologia non assume un ruolo decorativo, ma diventa struttura compositiva, capace di influenzare forma, tempo e percezione dell’opera.
Particolarmente rilevante è la sua attività nel campo delle installazioni multimediali e interattive, spesso concepite per spazi non convenzionali e per una fruizione prolungata nel tempo. Installazioni come ENTU, presentata nell’ambito del Festival Ars Electronica di Linz, indagano il rapporto tra ambiente naturale, dati sensoriali e generazione sonora e testuale attraverso l’uso di sensori e algoritmi di intelligenza artificiale. In questo contesto, la ricerca artistica si intreccia con la riflessione ecologica, territoriale e antropologica, ampliando il raggio d’azione della composizione musicale verso pratiche di sound art e arte ambientale.
Un ruolo centrale nel suo percorso è occupato dal teatro musicale e dall’opera contemporanea, ambiti nei quali la competenza musicale si integra con la progettazione scenica e multimediale. Opere come Butterfly Rewritten e il progetto Furioso, sviluppato nell’ambito di Music4D, testimoniano un approccio all’opera come spazio di convergenza tra musica, drammaturgia, tecnologie immersive e metaverso. In Furioso, presentato in prima assoluta al Regio Teatro Santa Cecilia di Palermo, Mungianu opera come autore e responsabile delle interazioni multimediali e delle componenti di metaverso per l’isola di Alcina, contribuendo in modo determinante alla ridefinizione dello spazio scenico e dell’esperienza percettiva dello spettatore.
La sua ricerca si estende inoltre al dialogo con la danza contemporanea e classica, attraverso collaborazioni di lunga durata con coreografi e compagnie. Le numerose performance realizzate con Ornella D’Agostino, anche in contesti internazionali come Cornwall, e la condivisione attuale di uno spazio di ricerca e residenza artistica con la compagnia La Ballet Vita e la coreografa Margarita Borzilova, testimoniano un interesse costante per l’integrazione tra suono, movimento e spazio corporeo. In questi lavori, la musica elettroacustica e multimediale diventa elemento strutturante del gesto coreografico e della drammaturgia del movimento.
Dal punto di vista scientifico e teorico, l’attività artistica di Sandro Mungianu è accompagnata da una produzione documentata di pubblicazioni, articoli, paper scientifici e interventi in convegni, tra cui il Colloquio di Informatica Musicale (CIM). Scritti come Natura ex Machina, Non consumiamo Cage e articoli pubblicati sul Corriere del Ticino affrontano temi legati all’estetica musicale contemporanea, al rapporto tra arte e società e alle trasformazioni del linguaggio musicale nell’era tecnologica.
Attività accademica e dottorale
L’attività accademica di Sandro Mungianu si sviluppa in modo strutturale e continuativo all’interno del sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, intrecciandosi in maniera organica con la sua ricerca artistica e con la produzione musicale e multimediale. La docenza, la progettazione didattica e l’impegno istituzionale non rappresentano ambiti separati dalla pratica creativa, ma costituiscono un prolungamento naturale della ricerca, orientato alla trasmissione critica dei saperi e allo sviluppo di modelli formativi avanzati.
Nel corso degli anni ha prestato servizio presso prestigiosi Conservatori italiani, tra cui i Conservatori di Perugia, Como e Cagliari, operando nei settori della musica elettroacustica, delle tecnologie del suono, della multimedialità e della composizione assistita. In questi contesti ha svolto attività didattica nei corsi accademici di primo e secondo livello, affiancata da un’intensa attività seminariale e laboratoriale, contribuendo alla formazione di compositori, musicisti e artisti multimediali con un approccio fortemente orientato alla sperimentazione, alla ricerca e alla progettazione interdisciplinare.
È attualmente docente di ruolo e titolare della cattedra AFAM047 – Tecnologie del suono e della multimedialità presso il Conservatorio di Musica di Cagliari, dove svolge un’articolata attività didattica, laboratoriale e di ricerca. L’insegnamento è incentrato sulla musica elettroacustica, sulla live electronics, sulla produzione audiovisiva, sulla progettazione di sistemi interattivi e sull’uso avanzato delle tecnologie digitali applicate alle arti performative. Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze che integrano composizione, progettazione del suono, programmazione e riflessione critica sui linguaggi musicali e multimediali contemporanei.
All’interno dell’attività didattica promuove e coordina laboratori di ricerca artistica, concepiti come spazi di sperimentazione nei quali gli studenti sono guidati nella realizzazione di progetti complessi che coniugano scrittura musicale, elettronica, multimedialità e performance. Tali laboratori favoriscono un approccio formativo basato sulla pratica, sulla progettualità e sul confronto diretto con contesti performativi reali, spesso in dialogo con artisti esterni, istituzioni culturali e produzioni artistiche attive sul territorio nazionale e internazionale.
Accanto alla didattica ordinaria, Sandro Mungianu svolge un ruolo di primo piano nella formazione di terzo livello e nella ricerca dottorale, ambito nel quale opera stabilmente in relazione con istituzioni accademiche e AFAM. È membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di Ricerca in “Prassi e Repertori della Musica Italiana”, con sede ad Alessandria, contribuendo alle attività di indirizzo scientifico e artistico, alla valutazione dei progetti di ricerca e alla definizione dei criteri di qualità dei percorsi dottorali.
In tale contesto partecipa ai processi di selezione e valutazione dei candidati e, in qualità di membro supplente delle commissioni giudicatrici, contribuisce alla verifica della solidità scientifica e artistica dei progetti presentati, nonché alla loro coerenza con gli obiettivi formativi del dottorato. Questa attività testimonia il riconoscimento istituzionale della sua competenza sia in ambito artistico sia in quello della ricerca accademica.
Un ruolo di particolare rilievo è rappresentato dall’incarico di Coordinatore del Collegio di Dottorato con sede a Cagliari per il Dottorato di Ricerca in “Intelligenza Musicale e Multimedialità: Interazioni artistiche multimediali e strumenti musicali aumentati nelle arti performative, dalla composizione assistita all’Intelligenza Artificiale nel dialogo interartistico” (DOT255CFSZ).
In qualità di Coordinatore, Sandro Mungianu è responsabile dell’indirizzo scientifico e artistico del percorso dottorale, della progettazione dei curricula di ricerca e del coordinamento delle attività didattiche, seminariali e laboratoriali. Il dottorato si configura come un percorso di alta formazione fortemente orientato alla ricerca artistica contemporanea, nel quale la produzione musicale e multimediale è riconosciuta come forma di conoscenza e di indagine critica.
All’interno di questo contesto, Mungianu supervisiona progetti di ricerca che affrontano temi quali la composizione assistita, gli strumenti musicali aumentati, le interazioni persona–macchina, l’uso dell’intelligenza artificiale nelle arti performative, la progettazione di ambienti sonori e multimediali interattivi e il dialogo tra musica, arti visive, danza e teatro. La supervisione dei dottorandi avviene secondo un modello che integra riflessione teorica, sperimentazione tecnologica e produzione artistica documentata, in linea con le più avanzate pratiche internazionali di artistic research.
L’attività dottorale è inoltre orientata alla costruzione di reti di collaborazione tra istituzioni AFAM, università, centri di ricerca e contesti produttivi, favorendo la circolazione dei risultati della ricerca attraverso concerti, installazioni, performance, pubblicazioni e partecipazioni a convegni scientifici e artistici. In questo senso, il dottorato coordinato da Sandro Mungianu si configura come uno spazio di connessione tra formazione superiore, ricerca e produzione culturale.
Attività compositiva ed elettroacustica – opere e contesti
L’attività compositiva di Sandro Mungianu si articola in modo coerente e stratificato lungo più aree di ricerca, che comprendono la musica strumentale contemporanea, la musica elettroacustica e acusmatica, la live electronics, la composizione multimediale e il teatro musicale. Tali ambiti non sono concepiti come compartimenti separati, ma come territori comunicanti, all’interno dei quali la scrittura musicale si confronta costantemente con le possibilità offerte dalla tecnologia, dalla spazializzazione del suono e dalla dimensione performativa.
Un primo asse fondamentale della sua produzione è rappresentato dalla musica elettroacustica e acusmatica, ambito nel quale ha realizzato numerose opere presentate in festival, rassegne e contesti accademici nazionali e internazionali. In questi lavori, la composizione è orientata a un’indagine approfondita del materiale sonoro, spesso derivato da sorgenti acustiche trasformate attraverso processi di sintesi, elaborazione e montaggio digitale. Particolare attenzione è rivolta alla dimensione spaziale del suono, intesa come parametro compositivo a tutti gli effetti, e alla relazione tra suono, ambiente e percezione dell’ascoltatore.
Opere acusmatiche e elettroacustiche di Mungianu sono state eseguite in contesti dedicati alla musica di ricerca, contribuendo alla riflessione contemporanea sul rapporto tra composizione, tecnologia e spazio. In questo ambito si collocano lavori presentati in rassegne e festival di musica elettroacustica, spesso accompagnati da contributi teorici e da attività di ricerca sul tema della diffusione multicanale e della spazializzazione sonora.
Accanto alla produzione acusmatica, un ruolo centrale è svolto dalla live electronics, ambito nel quale il compositore opera frequentemente anche come esecutore e regista del suono. Numerosi lavori prevedono l’interazione in tempo reale tra strumenti acustici ed elettronica, attraverso sistemi progettati e sviluppati dallo stesso autore. In queste opere, la tecnologia non è utilizzata come semplice supporto, ma come elemento strutturale della forma musicale, capace di influenzare l’articolazione temporale, timbrica e gestuale del discorso compositivo.
In questo contesto si collocano lavori per strumento ed elettronica dal vivo, nei quali l’interazione tra performer e sistema elettronico è basata su processi di controllo in tempo reale, sensori e algoritmi di trasformazione del suono. La scrittura musicale tiene conto delle possibilità offerte dalla tecnologia, integrando gesto strumentale, elaborazione digitale e spazializzazione, e generando forme aperte e dinamiche.
Un’area di particolare rilievo è rappresentata dalla composizione per strumenti aumentati e iperstrumenti, che costituisce uno dei nuclei più originali della sua ricerca. Progetti come Piano Ex Machina, Natura ex Machina e Débris esplorano la trasformazione degli strumenti tradizionali attraverso l’uso di dispositivi elettronici, meccanici e robotici. In questi lavori, lo strumento acustico viene esteso nelle sue possibilità espressive mediante sensori, attuatori, sistemi di controllo e software dedicati, dando origine a nuovi comportamenti sonori e performativi.
In Piano Ex Machina, ad esempio, il pianoforte diventa un iperstrumento capace di interagire con sistemi elettronici e meccanici, ridefinendo il rapporto tra esecutore, strumento e suono. Analogamente, Natura ex Machina indaga il confine tra naturale e artificiale, mettendo in dialogo elementi acustici, elettronici e robotici in un contesto performativo e installativo.
La musica strumentale occupa anch’essa un ruolo significativo nella produzione di Mungianu. Le composizioni per strumento solo, ensemble e orchestra si caratterizzano per una scrittura attenta al timbro, alla micro-articolazione del gesto e alla relazione tra struttura formale e percezione sonora. In molti casi, anche nelle opere puramente strumentali, emerge un pensiero compositivo influenzato dall’esperienza elettroacustica e multimediale, che si traduce in una particolare attenzione alla spazialità, alla densità timbrica e alla trasformazione progressiva del materiale musicale.
Tra le opere di rilievo si colloca La plurima ombra del senso, composizione per pianoforte ed elettronica, presentata in contesti internazionali tra cui la Philharmonie Luxembourg. L’opera esplora il rapporto tra scrittura pianistica ed elaborazione elettronica, costruendo un dialogo complesso tra suono acustico e trasformazione digitale, in una forma che riflette sui processi di memoria, risonanza e percezione.
Un ulteriore ambito di ricerca è rappresentato dalla composizione multimediale e audiovisiva, nella quale la musica è concepita in relazione strutturale con l’immagine, lo spazio e la luce. In lavori come Mapping Memory, Inside Memory, Hybrid e Materiali per un museo progressivo, il suono dialoga con video, proiezioni, installazioni e sistemi interattivi, dando origine a opere che superano la dimensione concertistica tradizionale e si configurano come esperienze immersive.
In questi progetti, la componente audiovisiva non svolge una funzione illustrativa, ma contribuisce in modo sostanziale alla costruzione della forma e del significato dell’opera. La composizione musicale è spesso concepita in parallelo allo sviluppo dei dispositivi visivi e tecnologici, in un processo unitario di progettazione artistica.
Un capitolo significativo della sua attività compositiva è dedicato al teatro musicale e all’opera contemporanea. In opere come Butterfly Rewritten, presentata al Teatro Massimo di Cagliari, e nel progetto Furioso, sviluppato nell’ambito del programma Music4D, Mungianu affronta il teatro musicale come spazio di convergenza tra musica, drammaturgia, tecnologia e scenografia multimediale.
Nel progetto Furioso, presentato in prima assoluta al Regio Teatro Santa Cecilia di Palermo, opera come autore e responsabile delle interazioni multimediali e delle componenti di metaverso per l’isola di Alcina, contribuendo in modo determinante alla ridefinizione dello spazio scenico e dell’esperienza percettiva dello spettatore. In questo contesto, la composizione musicale si intreccia con ambienti virtuali, proiezioni immersive e sistemi interattivi, ampliando il concetto tradizionale di opera e aprendo nuove prospettive per il teatro musicale contemporaneo.
La musica strumentale occupa anch’essa un ruolo significativo nella produzione di Mungianu. Le composizioni per strumento solo, ensemble e orchestra si caratterizzano per una scrittura attenta al timbro, alla micro-articolazione del gesto e alla relazione tra struttura formale e percezione sonora. In molti casi, anche nelle opere puramente strumentali, emerge un pensiero compositivo influenzato dall’esperienza elettroacustica e multimediale, che si traduce in una particolare attenzione alla spazialità, alla densità timbrica e alla trasformazione progressiva del materiale musicale.
Tra le opere di rilievo si colloca La plurima ombra del senso, composizione per pianoforte ed elettronica, presentata in contesti internazionali tra cui la Philharmonie Luxembourg. L’opera esplora il rapporto tra scrittura pianistica ed elaborazione elettronica, costruendo un dialogo complesso tra suono acustico e trasformazione digitale, in una forma che riflette sui processi di memoria, risonanza e percezione.
Un ulteriore ambito di ricerca è rappresentato dalla composizione multimediale e audiovisiva, nella quale la musica è concepita in relazione strutturale con l’immagine, lo spazio e la luce. In lavori come Mapping Memory, Inside Memory, Hybrid e Materiali per un museo progressivo, il suono dialoga con video, proiezioni, installazioni e sistemi interattivi, dando origine a opere che superano la dimensione concertistica tradizionale e si configurano come esperienze immersive.
In questi progetti, la componente audiovisiva non svolge una funzione illustrativa, ma contribuisce in modo sostanziale alla costruzione della forma e del significato dell’opera. La composizione musicale è spesso concepita in parallelo allo sviluppo dei dispositivi visivi e tecnologici, in un processo unitario di progettazione artistica.
Un capitolo significativo della sua attività compositiva è dedicato al teatro musicale e all’opera contemporanea. In opere come Butterfly Rewritten, presentata al Teatro Massimo di Cagliari, e nel progetto Furioso, sviluppato nell’ambito del programma Music4D, Mungianu affronta il teatro musicale come spazio di convergenza tra musica, drammaturgia, tecnologia e scenografia multimediale.
Nel progetto Furioso, presentato in prima assoluta al Regio Teatro Santa Cecilia di Palermo, opera come autore e responsabile delle interazioni multimediali e delle componenti di metaverso per l’isola di Alcina, contribuendo in modo determinante alla ridefinizione dello spazio scenico e dell’esperienza percettiva dello spettatore. In questo contesto, la composizione musicale si intreccia con ambienti virtuali, proiezioni immersive e sistemi interattivi, ampliando il concetto tradizionale di opera e aprendo nuove prospettive per il teatro musicale contemporaneo.
Produzione internazionale, circuitazione estera e valorizzazione della ricerca
La produzione artistica di Sandro Mungianu si caratterizza per una costante proiezione internazionale, nella quale la circuitazione estera non rappresenta un semplice ampliamento geografico dell’attività, ma costituisce un luogo di verifica critica e di valorizzazione della ricerca artistica sviluppata in Italia. Le opere, i progetti multimediali e le performance realizzati nel contesto nazionale trovano infatti riscontro e riconoscimento in ambiti internazionali, favorendo un dialogo continuo tra ricerca, produzione e diffusione.
Nel corso degli anni, Mungianu ha presentato composizioni, performance elettroacustiche e progetti multimediali in teatri, festival e istituzioni accademiche europee ed extraeuropee, contribuendo alla diffusione della musica contemporanea italiana e delle pratiche di ricerca artistica legate all’uso delle tecnologie digitali. In questi contesti, egli opera spesso non solo come compositore, ma anche come performer, regista del suono, progettista dei sistemi tecnologici e responsabile delle interazioni multimediali, assumendo un ruolo autoriale complesso e articolato.
Un ambito particolarmente significativo della sua attività internazionale è rappresentato dalla Svizzera, dove ha svolto un’intensa attività artistica e di ricerca in relazione al Conservatorio della Svizzera Italiana – SUPSI di Lugano. In questo contesto ha presentato opere elettroacustiche e multimediali, partecipato a festival come Oggimusica e collaborato a progetti di ricerca applicata nel campo dell’informatica musicale e della spazializzazione del suono. L’esperienza svizzera ha avuto un ruolo determinante nella maturazione del suo profilo internazionale, favorendo il confronto con modelli formativi e produttivi avanzati.
La Polonia rappresenta un altro contesto rilevante per la sua produzione internazionale. In collaborazione con festival e istituzioni locali, Mungianu ha preso parte a progetti che hanno messo in dialogo musica contemporanea, performance audiovisiva e cinema. In particolare, le collaborazioni con l’Akademia Filmowa si collocano all’interno di un percorso di ricerca sul rapporto tra suono, immagine e narrazione audiovisiva, estendendo l’ambito della composizione musicale verso la musica per immagini e la performance cinematografica dal vivo.
Nel Regno Unito, e in particolare in Cornwall, ha sviluppato progetti interdisciplinari che hanno coinvolto musica, danza e performance multimediale. Queste esperienze internazionali hanno favorito l’incontro tra la sua ricerca elettroacustica e i linguaggi del corpo e del movimento, contribuendo alla costruzione di opere e performance presentate in contesti non esclusivamente musicali, ma aperti al dialogo con le arti performative contemporanee.
La dimensione internazionale della sua attività comprende anche l’Australia, dove alcune sue composizioni sono state selezionate ed eseguite in contesti accademici e concertistici, e il Lussemburgo, con la presentazione di opere presso la Philharmonie Luxembourg, uno dei principali centri europei per la musica contemporanea. Tali esperienze attestano la capacità delle sue opere di dialogare con pubblici e contesti culturali differenti, mantenendo una forte coerenza linguistica e progettuale.
Un capitolo centrale della recente attività internazionale di Sandro Mungianu è rappresentato dalla partecipazione al progetto Music4D, sviluppato nell’ambito di programmi di cooperazione e produzione artistica su scala internazionale. In questo contesto, egli opera come autore e responsabile delle interazioni multimediali e delle componenti di metaverso per l’opera Furioso, con particolare riferimento all’isola di Alcina. Il progetto, presentato in prima assoluta al Regio Teatro Santa Cecilia di Palermo, prevede una circuitazione internazionale e sviluppi futuri in Colombia, Sri Lanka e Cina, configurandosi come un esempio avanzato di teatro musicale immersivo e interattivo.
All’interno di Music4D, Mungianu contribuisce in modo determinante alla progettazione di ambienti virtuali, sistemi di interazione e dispositivi multimediali che estendono lo spazio scenico tradizionale, favorendo nuove modalità di fruizione dell’opera e nuove forme di relazione tra pubblico, performer e ambiente digitale. Questo lavoro rappresenta una sintesi avanzata delle sue competenze compositive, tecnologiche e progettuali, e costituisce uno dei principali ambiti di valorizzazione internazionale della sua ricerca.
Musica, danza e collaborazioni coreografiche – pratiche interdisciplinari
Un ambito rilevante e continuativo della ricerca artistica di Sandro Mungianu è rappresentato dal dialogo tra musica, suono e danza, inteso come spazio privilegiato di sperimentazione interdisciplinare e come terreno di incontro tra composizione, gesto corporeo e percezione spaziale. In questo contesto, la musica non assume un ruolo meramente accompagnatorio, ma diventa struttura drammaturgica del movimento, elemento generativo della coreografia e dispositivo di relazione tra corpo, spazio e tecnologia.
Nel corso degli anni, Mungianu ha sviluppato numerose collaborazioni con coreografi e compagnie di danza, sia in ambito nazionale sia internazionale, partecipando a produzioni, performance e tournée che hanno contribuito in modo significativo all’evoluzione della sua ricerca compositiva. Queste esperienze hanno favorito un approccio alla composizione fortemente orientato alla dimensione performativa e corporea del suono, rafforzando l’attenzione al tempo, alla respirazione, alla tensione e al gesto.
Un ruolo centrale è occupato dalla collaborazione con Ornella D’Agostino, coreografa di riferimento nel panorama della danza contemporanea italiana. In diversi progetti condivisi, la musica di Mungianu si è integrata in modo strutturale con la ricerca coreografica, contribuendo alla costruzione di lavori presentati in contesti performativi nazionali e internazionali. In particolare, alcune di queste produzioni hanno avuto una circuitazione internazionale nel Regno Unito, in particolare in Cornwall, dove le performance sono state accolte in contesti dedicati alla sperimentazione tra danza, suono e arti performative.
In tali lavori, la composizione musicale – spesso elettroacustica o mista – è concepita come ambiente sonoro dinamico, capace di reagire al movimento dei danzatori e di influenzarne l’articolazione spaziale e temporale. La tecnologia, utilizzata attraverso sistemi di diffusione multicanale e dispositivi interattivi, contribuisce a creare un dialogo diretto tra gesto corporeo e suono, rafforzando la dimensione immersiva dell’esperienza performativa.
Accanto alla danza contemporanea, Sandro Mungianu sviluppa un interesse costante anche per il dialogo con la danza classica, ambito nel quale la precisione del gesto e la struttura formale del movimento offrono ulteriori possibilità di confronto con la composizione musicale. Attualmente condivide uno spazio di ricerca e residenza artistica permanentecon la compagnia La Ballet Vita e con la coreografa Margarita Borzilova, artista di origine ucraina attiva principalmente nel campo della danza classica. Questa collaborazione si inserisce in un percorso di ricerca volto a esplorare l’incontro tra linguaggi coreutici tradizionali e pratiche sonore e multimediali contemporanee.
All’interno di questo contesto di residenza e ricerca, la musica viene sviluppata in stretta relazione con il lavoro coreografico, sperimentando forme di interazione tra suono, movimento e spazio scenico. Le composizioni possono assumere la forma di partiture aperte, ambienti sonori elettronici o dispositivi multimediali, adattandosi alle esigenze drammaturgiche e performative dei lavori coreografici.
Le collaborazioni con il mondo della danza hanno contribuito in modo significativo alla maturazione della poetica di Mungianu, rafforzando una visione della composizione come pratica relazionale, capace di dialogare con altri linguaggi artistici senza perdere la propria autonomia. In questi contesti, la musica diventa luogo di mediazione tra corporeità, tecnologia e spazio, ampliando le possibilità espressive e percettive dell’opera performativa.
Nel complesso, l’attività di Sandro Mungianu nel campo della danza e delle collaborazioni coreografiche si configura come una componente strutturale della sua ricerca artistica, contribuendo a consolidare un approccio interdisciplinare che integra composizione musicale, suono, gesto e tecnologia. Tale ambito rappresenta uno dei luoghi privilegiati di sperimentazione e di dialogo tra arti, in linea con le più avanzate pratiche contemporanee nel campo delle arti performative.
